Esistono luoghi in cui il vino non si limita a occupare lo spazio di un calice, ma si fa custode di un tempo millenario. Nelle terre umbre di Gualdo Cattaneo, la Tenuta di Saragano rappresenta esattamente questa simbiosi: un’oasi biologica di 220 ettari dove il fascino dell’aristocrazia rurale fluttua sopra una solida e rigorosa intelaiatura enologica.
A guidare questa realtà sono due amici di sempre: il Conte Riccardo Pongelli Benedettoni e l’imprenditore-enologo Ivan Vincareti. La loro unione, formalizzata nel 2016 con la fusione delle rispettive aziende confinanti, ha dato vita a un sodalizio raro, capace di far convivere il rispetto del passato storico (la cantina produce ufficialmente dal 1921) con una visione agronomica d’avanguardia.
Il Terroir dell’Altitudine: Un’Anomalia Geologica a 500 metri
Per comprendere la firma stilistica dei vini di Tenuta di Saragano, bisogna guardare i dati analitici del vigneto. I filari – circa 12-15 ettari vitati immersi nella biodiversità di boschi e uliveti – insistono su una collina che tocca i 500 metri sul livello del mare. Si tratta della massima altitudine dell’intero comprensorio della DOCG di Montefalco. Se l’emozione coglie il visitatore davanti alla vista che spazia fino a Todi, il tecnico ne traduce i vantaggi nel calice:
- Microclima e termica: L’altezza garantisce una ventilazione costante, che azzera i ristagni di umidità, e un’escursione termica giorno-notte marcata. Questo preserva i precursori aromatici delle uve e mantiene alti i livelli di acidità fissa.
- Geologia: Il suolo è composto da marnoso-arenacee, con componenti argillose e limose. Questa matrice dona ai rossi una tessitura tannica fine e complessa, e ai bianchi una sapidità minerale affilata.
- Agricoltura simbiotica: Certificata biologica (ICEA), la tenuta sfrutta i concimi naturali derivanti dal proprio allevamento brado di bovini di razza Chianina. Le vigne crescono con impianti ad alta densità e basse rese per ettaro (attorno ai 60 quintali), concentrando al massimo il patrimonio estrattivo dell’acino.
Il Legame Indissolubile: Il Clone Secolare e la Grotta
L’aspetto più romantico della cantina cammina di pari passo con la genetica vegetale. La tenuta custodisce gelosamente nei suoi vigneti un clone secolare e originale di Sagrantino. Una scelta scientifica ed emotiva mirata a difendere la biodiversità varietale e l’identità storica dal livellamento dei cloni commerciali moderni.
L’architettura stessa della cantina riflette questa doppia anima. Ampliata nel 2020 con tecnologie termo-controllate all’avanguardia, mantiene il suo cuore pulsante nei grottini sotterranei scavati nella roccia arenaria. Qui, in nicchie naturali dove temperatura e umidità rimangono costanti senza l’ausilio di climatizzatori artificiali, riposano le vecchie annate storiche e avviene il delicato affinamento finale in vetro.

La Gamma: Precisione Tecnica e Vibrazioni Emozionali
La filosofia di cantina rifiuta le sovra-estrazioni, puntando su pulizia, eleganza e bevibilità. Tenuta di Saragano produce complessivamente tra le 6 e le 8 etichette, a seconda dell’andamento delle annate, che si aggirano in totale attorno alle 35.000 bottiglie. Davanti a una gamma così sfaccettata e identitaria, c’è stata un’etichetta che più di tutte ha saputo fermare il tempo durante la degustazione: il Montefalco Rosso Riserva DOC.
“Immaginate di trovarvi a 500 metri d’altezza, con lo sguardo perso tra i boschi umbri e il vento che pulisce l’aria: è esattamente in questo contesto che il Montefalco Rosso Riserva DOC svela la sua parte più autentica. Camminando tra i filari e poi scendendo nel silenzio della grotta d’arenaria, l’assaggio di questa etichetta è stato il momento in cui tutti i tasselli del mosaico di Saragano sono andati al loro posto, lasciando il segno indelebile di un’esperienza che va ben oltre la semplice degustazione.”
Il Montefalco Rosso Riserva DOC di Tenuta di Saragano non è semplicemente un vino, ma il racconto d’autunno di una terra antica, un abbraccio liquido che profuma di bosco e di memorie. Se il Sagrantino in purezza rappresenta la forza fiera e indomita del territorio, la Riserva è la sua veste più lirica, intima e confidenziale. Nasce dall’incontro armonioso tra la struttura profonda del Sagrantino e la grazia avvolgente del Sangiovese, uniti a un tocco vellutato di Merlot. Questa unione riposa pazientemente per lunghi mesi nel silenzio dei grottini sotterranei scavati nella roccia arenaria, protetta dal battito del tempo e cullata da un’oscurità complice.
Versarlo nel calice significa liberare un’atmosfera:
- Il Colore: Un rubino profondo, venato di sfumature granate, che ricorda i tramonti umbri, quando il sole si nasconde dietro i profili di Todi.
- Il Profumo: Un bouquet sussurrato, dove la ciliegia matura e le more di rovo si fondono a note calde di spezie dolci, tabacco da pipa, petali di rosa appassita e quel tocco balsamico che evoca i boschi umidi che circondano i vigneti.
- Il Sorso: Caldo, aristocratico ma incredibilmente accogliente. I tannini, levigati dal lungo affinamento, accarezzano il palato come velluto antico, lasciando una scia sapida e minerale che parla di una terra millenaria.
È un vino da “lento godimento”, perfetto per una sera d’inverno, davanti al fuoco di un camino acceso nel silenzio di una dimora storica. È il custode perfetto di una promessa o il complice ideale di un dialogo sincero, dove ogni sorso invita a rallentare e a riscoprire la bellezza dell’attesa.
Verso il Futuro: L’Ospitalità della Ghirlanda
La traiettoria di Tenuta di Saragano ha seguito una crescita costante che ha portato le sue bottiglie nelle carte dei vini di ristoranti di respiro internazionale. Tuttavia, il legame con la terra d’origine rimane intatto e si apre all’esterno attraverso La Ghirlanda, il raffinato Wine Resort della tenuta. Ospitare un appassionato tra queste colline non è solo una mossa di marketing enoturistico. È il compimento del sogno di Riccardo e Ivan: dimostrare che dietro la chimica dei profumi e la fisica dei suoli batte il cuore autentico e instancabile di chi ha scelto di non tradire mai le proprie radici.










