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Internazionalizzare con gusto: così le Marche portano il loro agroalimentare nel mondo

di Selena Vacca

3 ottobre 2025

La Regione si distingue per dinamismo e capacità di fare sistema. Sempre più presente nei mercati internazionali, è pronta a raccontarsi anche all’estero nella sua autenticità

C’è un’Italia che guarda oltre i confini non solo per farsi conoscere, ma anche e soprattutto per attrarre nuove fette di mercato, con la forza della propria identità e delle proprie tradizioni alimentari e gastronomiche. Un Paese che affonda le radici nelle realtà locali, ma che mantiene – nello stesso tempo – uno sguardo orientato al futuro, con una naturale attitudine globale. In questo scenario, le Marche si confermano come uno dei modelli più brillanti: una regione che ha saputo dare le ali a questa vocazione internazionale, distinguendosi per dinamismo e capacità di fare sistema. Un territorio dove la qualità sta dimostrando di poter rappresentare un ponte verso il mondo, in grado di dialogare e connettere realtà diverse tra di loro.

 

Produttori marchigiani

Una legge organica

Non parliamo solo di iniziative isolate, ma di un approccio integrato che ha fatto dell’esaltazione dei prodotti distintivi una vera e propria cifra comunicativa. La narrazione che ne scaturisce è quella di una realtà sempre più presente nei mercati internazionali, pronta a raccontarsi anche all’estero nella sua autenticità. A questo proposito, la Regione Marche è stata tra le prime a dotarsi di una legge organica per l’internazionalizzazione, la L.R. 30/2008. Un testo che ha segnato l’inizio di un percorso di crescita e che ha messo al centro la promozione del sistema economico interno in tutti i suoi aspetti, compresi quelli ambientali, turistici e culturali, preservando – al contempo – l’unitarietà dell’immagine regionale. Ha segnato un ulteriore, importante, passo di questo cammino la costituzione, nel 2021, dell’Agenzia per il Turismo e l’Internazionalizzazione delle Marche, uno strumento funzionale che opera con azioni di promozione e valorizzazione, e che ha l’obiettivo di rafforzare la competitività delle aziende regionali al di là delle frontiere. Nell’agroalimentare, questo significa aiutare gli imprenditori a posizionarsi sulle piattaforme estere non solo come “esportatori di prodotti”, ma come ambasciatori di un modello di sviluppo, fuori dagli ordinari e compassati circuiti.




Esplorare nuovi mercati

La Regione ha poi stipulato una convenzione ad hoc con la Camera di Commercio delle Marche (DGR n. 133/2023), puntando su Paesi ritenuti “ad alto potenziale” per i prodotti marchigiani. L’obiettivo è duplice: da un lato consolidare le posizioni già acquisite, dall’altro esplorare piazze commerciali emergenti. Il tutto, in una cornice tesa ad assicurare un accesso diretto a nuove opportunità, e a rafforzare – in contemporanea – la transizione verso un paradigma sempre più tecnologico e digitalizzato per le PMI.

Sul punto, la stessa regione Marche ribadisce nei propri bandi per l’internazionalizzazione che le piccole e medie imprese “rappresentano il cuore del tessuto produttivo marchigiano ed hanno una spiccata vocazione per l’export”. Accompagnare le imprese, quindi, significa dare sostegno nella “definizione di strategie innovative di marketing e commerciali, attività fondamentali per lo sviluppo sui mercati esteri, specialmente per le PMI, che non sempre dispongono degli strumenti necessari per realizzare autonomamente importanti processi di innovazione in questi ambiti”.